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CIVITAS - LE PASSIONI CIVILI
Venerd, 03 Ottobre 2014

 

Di virtù civili si deve tornare a parlare. Sono le passioni attive che generano comunità e alimentano lo spazio della civitas, luogo decisionale del gruppo e dell'individualità matura, intersezione fra libertà personale e interesse collettivo. E' questo spazio di relazione che dobbiamo ripopolare se siamo interessati alle problematiche del nostro momento storico, spropositate dal punto di vista del singolo.

Giustizia, solidarietà, patriottismo, coraggio, cura del mondo, spiritualità, qualità da coltivare assiduamente in gioventù e conservare con cura nella maturità, non sono prerogativa di uomini moralmente superiori, anzi una logica elementare suggerisce che nessuno basta a se stesso, che la realizzazione personale passa attraverso l'altro e, nella progettualità condivisa, la felicità del singolo dipende da quella comune.

 

E' dunque alle virtù civili che ha pensato Gustavo Cecchini, direttore della Biblioteca di Misano Adriatico, per un nuovo ciclo di conferenze dal titolo CIVITAS, con l'obiettivo di coniugare riflessione filosofica e proposte socialmente praticabili, in risposta al disorientamento diffuso e all'individualismo narcisista alimentato dalle tecnologie cool.

 

Venerdì 3 Ottobre - Iustitia et pax: amore di sè e pubblico interesse

Apre SALVATORE NATOLI con un interrogativo: giustizia, rispetto, generosità, sono ancora passioni credibili in una società della guerra e della competizione individualistica? Queste virtù non sono scomparse, la loro pratica è costante ma priva di celebrazione poiché non possiedono, di questi tempi, il fascino richiesto dalle luci della ribalta, al contrario dei frutti dell'inciviltà. Dobbiamo rimettere al centro le virtù civili e adoperarci perché vengano comprese, ammirate e praticate. Il bene non può essere imposto, deve essere scelto, solo così l'integrità personale entra in circolo con il bene comune e l'altruismo diventa funzione del benessere individuale. Scrive Platone: “Pudore e giustizia devono essere virtù di tutti, pena la scomparsa della città”.

 

Venerdì 10 Ottobre - I monasteri del terzo millennio: la rivoluzione dolce di cui c'è bisogno oggi

Quale modello alternativo si può immaginare per l'uomo metropolitano che precipita nello stato selvaggio dell'isolamento o della comunità tribale? La lotta tra gli egoismi, l'offerta provocatoria di modelli sociali desiderati da molti ma concessi a pochi, l'invidia degli esclusi mettono in circolo un sentimento diffuso di aggressività. Per Maurizio Pallante la vita monastica, per secoli modello vincente di utilizzazione delle risorse e di aggregazione sociale, ritrova in questo momento storico la sua attualità. L'organizzazione comunitaria, dove ciascuno mette a disposizione la propria competenza specifica e può contare su quella degli altri, fondata su collaborazione e solidarietà, promuove autosufficienza alimentare ed energetica, mira a realizzare forme più eque di redistribuzione delle risorse e a garantire il futuro delle generazioni a venire grazie al modello della decrescita felice.

 

Venerdì 17 Ottobre - Per amore della patria

Quale forma di patriottismo al tempo delle grandi unioni di Stati? L'amor di patria del quale parlerà MAURIZIO VIROLI è inteso come amore per le persone, per i luoghi, non per la terra. E' passione del vivere libero in opposizione al vivere asservito, capace di fronteggiare il disfattismo dominante e la fiacchezza dei sentimenti. Dobbiamo educare veri “patrioti”, cittadini italiani, europei, del mondo, non dediti alla difesa della purezza etnica o religiosa ma alla partecipazione pubblica e alla pratica attiva della solidarietà, dentro e fuori dai confini nazionali. Chi ha il giusto concetto di patria diventa aperto anche all’ideale europeo. Dunque la medicina di cui necessita l’Europa unita, che lungi dal tenere a bada il populismo lo sta di fatto risvegliando, è proprio il patriottismo così inteso.

 

Venerdì 24 Ottobre - Il coraggio: contro l'epoca della viltà generale

Nella quarta serata si parlerà di coraggio con DIEGO FUSARO. Il mondo è un mercato schizoide e i governi sono troppo deboli per opporsi al Capitale; i colossi industriali hanno il potere di chiamare alla sbarra Stati interi; il meccanismo democratico, quel modello che era all'altezza delle sfide esistenziali, si è inceppato. La malademocrazia, bloccata da interessi particolari, fondata sul debito, istituzionalizza l'immobilismo, banalizza il processo decisionale e produce leader di secondo ordine. In questo scenario il singolo è diventato marginale. Ci vuole coraggio, passione difficile perché comporta una scelta consapevole nell'esercizio della libertà, per scegliere di scuotersi dall'inerzia, di dire no alle logiche conservative del potere, per proporre una nuova morfologia del reale.

 

Venerdì 31 Ottobre - Una fede civile per la cura del mondo

Lo sfruttamento materialistico del pianeta è perpetrato con cieca determinazione da coloro per i quali il denaro è l'unico criterio di successo e moralità, coloro che oltraggiano ogni forma di vita. Per questo è necessaria la comune fede civile di cui parlerà Duccio Demetrio, un'alleanza feconda nella custodia del mondo, tra tutti coloro che intendono opporsi alle aggressioni, alle negligenze, ai saccheggi indiscriminati contro la nostra terra che, da madre, si rivela sempre più figlia. La religiosità della terra non è una devozione neopagana e nemmeno un culto, ma un modo di sentire umano tra i più immediati e istintivi.

 

Venerdì 7 Novembre -E' possibile un capitalismo senza "spirito"?

Ci opponiamo al monito secondo cui per essere economicamente competitivi dobbiamo dimenticare le discipline umanistiche, coltivare solo la passione per le tecnologie, trascorrere la vita a tenerci al passo con le novità abbracciando un'esistenza fatta d'ansia. Non accettiamo di diventare instabili come il capitalismo stesso. CARLO SINI e LUIGINO BRUNI parleranno di capitalismo senza spirito, che non è più attività umana, anzi erode i presupposti della civitas trasformandosi in dominio occulto sull'altro. Allontanandosi dallo spirito questa forma di organizzazione economico-sociale ha potuto crescere nello spazio di poche generazioni ma ha perduto la capacità di riprodursi. E' un sistema condannato la cui decomposizione avvelena il mondo.

 

Venerdì 14 Novembre -Spuntano fiori nel deserto. Dall'inciviltà planetaria alla cura di relazioni nuove

Nel tecnoconsumismo contemporaneo il futuro non è più immaginato, è ciò che segue automaticamente. In questo deserto si consuma il progressivo e secolare sfaldamento di tutte le relazioni dotate di senso: dal matrimonio alla politica, dalle aggregazioni nazionali a quelle sindacali, tutto sembra spappolarsi in una melma omogenea e uniforme, dominata soltanto dalle relazioni imposte dal mercato globale. MARCO GUZZI parlerà di una forma di soggettività nuova dalla quale rielaborare tutte le figure relazionali, sociali, economiche, anche politiche. Un lavoro che coniughi una profonda e costante trasformazione interiore con un'inedita progettualità storica.

 

 

 

Gli incontri si terranno presso il Cinema-Teatro Astra di Misano Adriatico, via d'Annunzio 20 (street view / mappa) con inizio alle ore 21,00.

Ingresso libero sino ad esaurimento posti, non è prevista prenotazione

Info: 0541.618484

mail: biblioteca@comune.misano-adriatico.rn.it

Sul canale MISANO TV saranno disponibili le registrazioni del ciclo di conferenze