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RITRATTI D'AUTORE
Venerd, 04 Marzo 2016

 

 

Parte venerdì 4 marzo, sotto la sapiente regia di Gustavo Cecchini, la nona edizione di RITRATTI D'AUTORE – letture e commenti ad alta voce, sei imperdibili appuntamenti dove protagonisti saranno i personaggi, le storie, gli intrecci, le parole, le frasi, le emozioni.

 

Cecchini : “Non ci sono più parole potenti”, lamentava Elias Canetti in La Provincia dell'uomo. Noi invece vogliamo dare voce alle parole potenti attraverso la rilettura dei grandi classici del pensiero.

Questo è Ritratti d'autore: incontri di parole per condividere idee. Kafka scriveva all'amico Pollak :”un libro deve essere l'ascia per il mare di ghiaccio dentro di noi”... Italo Calvino ha scritto: Perchè leggere i classici spiegando tra le altre cose che un classico è un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire. “Ma il tempo per leggere, purtroppo è assediato, è residuale e allora Ritratti d'autore è un'occasione per colmare questa lacuna, per far entrare queste pagine nella nostra Biblioteca interiore”.

 

Apre, venerdì 4 Marzo, il filosofo CARLO SINI con l'immenso Infiniti universi e mondi di Giordano Bruno.

Quando nel 1543 apparve il "De revolutionibus orbium coelestium" la rivoluzione cosmologica copernicana iniziava il suo cammino nel mondo, dapprima controverso e anche drammatico, vincente e trionfale poi. Questa tuttavia è solo metà della complessiva storia "copernicana". L'altra metà la incarnò, la visse e la scrisse Giordano Bruno. Essa, iniziata al prezzo di una vita, non si può dire affatto conclusa; per molti versi può anzi dirsi nostra contemporanea e persino futura. Proprio Bruno, infatti, si rese conto per primo della reale portata morale e sociale del "nuovo infinito" che veniva a fecondare tutti gli umani saperi, le umane convinzioni e le profane istituzioni. Di questa grandiosa rivoluzione, ancora in cammino, le opere scritte a Oxford e a Londra da Bruno, e in particolare "De l'infinito, universo e mondi" (1584), sono tuttora un documento entusiasmante e profetico.

 

Venerdì 11 Marzo è di scena MARCELLO VENEZIANI con Il libro dell'inquietudine di F. Pessoa.

L'opera contiene le centinaia di riflessioni del più celebre eteronimo dell’autore, Bernardo Soares, raccolte in maniera disordinata e “aperta”, in una sorta di “zibaldone”. Tragico, ironico, profondo e irrequieto, Soares riflette sulla vita, sulla morte e sull’anima, ma anche sulle sue memorie più intime e sullo scorrere del tempo, sui colori e le emozioni che egli osserva intorno e dentro di sé. Figura tragica e imprescindibile del Novecento, Soares, alias Pessoa, scrive del proprio dolore con onestà e con una forza comunicativa che, nonostante l’incredibile delicatezza, riesce a tratti violenta e struggente. Soares il fragile, l’acuto, il silenzioso, abita la vita nei suoi toni più grigi, eppure l’ama come un vizio, come una droga, come una passione a cui non ci si può sottrarre, alla ricerca di un equilibrio perduto che, suo malgrado, non troverà.

 

Venerdì 18 Marzo salirà sul palco dell'Astra il filosofo UMBERTO CURI con Alcesti di Euripide.

Rappresentata nel 438 a.C., Alcesti è la più antica fra le tragedie di Euripide a noi pervenute. Ispirata a un mito di cui si narra anche nel Simposio di Platone, essa mette in scena una storia d'amore che ha per protagonisti il re di Tessaglia Admeto e la sua sposa Alcesti. Admeto ottiene da Apollo la possibilità di sfuggire alla morte, a patto che un altro si sacrifichi in sua vece. E a dare la vita per lui non sono i vecchi genitori, né gli amici fidati, ma la giovane moglie. La tragedia, poi conclusa dall'intervento benefico di Eracle che strappa la donna alle divinità infernali, dà la misura del talento creativo di Euripide, capace di penetrare zone inesplorate dell'emotività umana. L'incontro sarà preceduto da una introduzione in versi di e con MARIANGELA GUALTIERI.

 

Sarà il filosofo UMBERTO GALIMBERTI ad introdurre, venerdì 25 Marzo, La gaia scienza di F. Nietzsche.

Nell'agosto del 1881, in Engadina, «6000 piedi al di là dell’uomo e del tempo», Nietzsche ebbe la folgorazione dell’«eterno ritorno», il vero mistero filosofico della sua vita. Ed è di questo periodo l’elaborazione della Gaia scienza, libro che «rivela da cento segni la prossimità di qualcosa di incomparabile». Qui lo stile di Nietzsche sembra raggiungere la sua perfezione: all’implacabile spirito indagatore, a cui già si dovevano Umano, troppo umano e Aurora, si associa ora quello spirito della danza che attendeva di presentarsi nella figura di Zarathustra. Così la scienza diventa «gaia», e già nel titolo si offre il richiamo a «quella unità di ‘cantore’, ‘cavaliere’ e ‘spirito libero’ che differenzia quella meravigliosa e precoce civiltà dei Provenzali da tutte le civiltà equivoche». E insieme ora si afferma definitivamente in Nietzsche quella «riabilitazione dell’apparenza» che segnerà l’ultima fase del suo pensiero.Tutte le tensioni laceranti che sfoceranno nella follia sono già presenti in queste pagine, ma ancora sovranamente dominate. Opera fra le più brillati ed amate del pensatore tedesco, la Gaia Scienza è una raccolta di aforismi divisa in cinque libri, preceduti da un prologo e seguita da un epilogo. Fra i temi trattati, l'aspirazione alla vittoria spirituale contro la tirannia del male e il prevalere del pessimismo insieme ad una forza interiore che permette di affrontare la vita nella sua globalità.

 

Venerdì 1 Aprile il filosofo DIEGO FUSARO, si misurerà con Il Trattato del ribelle di Ernst Junger.‎

Che cosa significa essere ribelli? A questa domanda risponde 'Il trattato del ribelle' di Ernst Jünger, vero manuale del pensiero non omologato e dell'indocilità riflessa. Rileggere e rimeditare quelle pagine che non fanno pace col mondo può, forse, aiutare l'uomo odierno a reagire al fatalismo depressivo della prima società della storia umana che non pretende di essere perfetta, ma che semplicemente nega la possibilità di futuri alternativi.

 

Chiude, venerdì 8 Aprile lo scrittore RENZO PARIS che traccerà un ritratto inedito di Pier Paolo Pasolini attraverso una sua celebre opera teatrale: Affabulazione.

Dice Paris : “Sono stato amico di Pasolini dal 1966 al 1975. Pasolini mi regalò una versione di “Affabulazione” dove aveva cassato piu di seicento versi, parte dei quali li ho dati a Walter Siti e sono nel meridiano Mondadori dedicato al teatro pasoliniano. Nel mio libro - Pasolini ragazzo a vita - edito dalla Elliot racconto gli alti e bassi dell'amicizia, comprese le incomprensioni sulla sua poesia contro gli studenti del 1968 e poi racconto il Pasolini piccolo borghese, non il borgataro, quello deluso di tutto, ripercorrendo i luoghi romani ma anche quelli del primo archivio Pasolini che Laura Betti e io mettemmo insieme, raccontando le estati al Circeo con i grandi del cinema e della letteratura, da Moravia a Bertolucci. Ci sono poi i viaggi a Nuova Delhi e in Kenia. Certo Pasolini è un gigante amato in tutto il mondo. Inframmezzerò notizie sulla sua vasta opera con i ricordi personali, come l'ultimo, avvenuto qualche mese prima della morte, in cui trasportammo insieme una poltrona d'epoca per il film Salo”.

 

 

Gli incontri si terranno presso il Cinema-Teatro Astra di Misano Adriatico, via d'Annunzio 20 (street view / mappa) con inizio alle ore 21,00.

Ingresso libero sino ad esaurimento posti

Info: 0541.618484

mail: biblioteca@comune.misano-adriatico.rn.it

 

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Sul canale MISANO TV saranno disponibili le registrazioni del ciclo di conferenze