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IDOLATRIA - I miti del nostro tempo
Venerd, 07 Ottobre 2016

 

Di fronte alle proprie incertezze, alle proprie inquietudini l’uomo si è da sempre affidato a qualcosa di mitico in grado di rendere ragione di quanto gli sfugge, capace di dare senso alla sua esistenza e di rassicurarlo. Il bisogno di credere appartiene alla natura umana, nel cui limite affonda le proprie radici. Ed è ciò che sta alla base dell’idolatria. L’idolo non rappresenta altro che un’entità elevata a principio e fine delle cose o ancora, in un’accezione oggi più diffusa, un modello da seguire; simbolo fatto oggetto di culto al pari di Dio ed al quale si attribuiscono poteri speciali.

La divinizzazione di corpi inanimati ed immagini simboliche, spesso dai tratti antropomorfi, operata dai popoli antichi è stata storicamente soppiantata dall’avvento delle grandi religioni monoteistiche, che hanno sostituito agli dei creati dall’uomo la figura del Dio creatore. In epoca moderna il progressivo affermarsi nella società occidentale del pensiero scientifico ha poi segnato il lento declino della religione. Non è però venuto meno il bisogno dell’uomo di credere in qualcosa, che lo ha spinto a ricercare e fabbricarsi nuovi idoli. Della stessa scienza e della tecnica si è finito per fare un feticcio.

Successo, denaro, efficienza, mercato… Ecco taluni degli idoli cui presta fede l’uomo contemporaneo. Essi ed il loro culto meriterebbero un’attenta analisi critica. Ed è proprio quanto si propone di fare quest’anno il ciclo autunnale di conferenze promosso dalla biblioteca comunale di Misano Adriatico a cura del direttore Gustavo Cecchini, intitolato per l'appunto Idolatria: i miti del nostro tempo. Agli otto incontri previsti, che avranno luogo tra ottobre e novembre, prenderanno parte alcuni tra i principali intellettuali italiani, mettendo in luce i condizionamenti ideologici dei nostri comportamenti e disvelando i falsi miti dai quali veniamo illusi.

 

Ad aprire la rassegna, Venerdì 7 Ottobre, sarà Silvano Petrosino con un intervento dedicato ad Antropologia e idolatria. Petrosino, filosofo e docente universitario, tratteggerà un quadro introduttivo sul tema dell’idolatria, di cui si è occupato diffusamente nella propria riflessione, soffermandosi in particolare sugli aspetti della psiche umana che inducono l’uomo a subire il fascino degli idoli. L’origine dell’idolatria, osserva Petrosino, va ricercata nel senso di mancanza che alberga dentro di noi. L’idolo si pone come ciò che è in grado di colmare questo vuoto. Si tratta però di un’illusione. Anzi, il vuoto dell’anima finisce per essere alimentato dal continuo affermarsi di sempre nuovi idoli. Avremo tuttavia modo di vedere che c’è una via d’uscita dall’inquietudine esistenziale dell’uomo.

 

Il secondo appuntamento del ciclo di conferenze, in programma per Venerdì 14 Ottobre, avrà come protagonista Marco Guzzi che si intratterrà in un dialogo su Religione e idolatria, interrogandosi riguardo al futuro del Cristianesimo. Assunto di partenza del confronto è il declino occorso alla religione cristiana nella società occidentale. “Dio è morto!” sentenziava Nietzsche già alla fine dell’Ottocento. E al culto di Dio la nostra epoca, tutta ripiegata su se stessa ed incapace di levare lo sguardo oltre le cose del mondo, ha sostituito il culto di effimeri idoli terreni, espressione del moderno dominio della tecnica e del mercato. In un siffatto contesto secolarizzato occorre allora capire se sia possibile una riscoperta del messaggio cristiano, se ci si possa nuovamente aprire alla trascendenza, così da consentire all’uomo di fare esperienza della dimensione autentica dell’essere.

 

La rassegna proseguirà Giovedì 20 Ottobre con la partecipazione di Michela Marzano, docente di filosofia morale a Parigi nonché parlamentare, che si occuperà nel proprio intervento di Idolatria della performance, tema attualissimo nella nostra società, dove la ricerca del successo e dell’affermazione di sé investe ogni aspetto della vita. Viviamo infatti in un’epoca in cui non importa quel che si fa, né come si agisce; ciò che conta è il risultato che si consegue. E quanto si riesce a raggiungere non basta mai. Si viene così spinti ad inseguire sempre nuovi successi, in costante competizione con gli altri con l’unico scopo di primeggiare. Ne consegue che l’uomo finisce per ritrovarsi solo, in un ambiente ostile, sopraffatto dal senso di inadeguatezza derivante dal continuo innalzamento del livello delle prestazioni che gli sono richieste. Una condizione di disagio, prodotta da una concezione distorta della meritocrazia, per superare la quale è necessario liberarsi dell’ideologia manageriale ed aziendalistica oggi dominante, ripensando le basi del vivere comune.

 

Nel novero delle moderne forme di idolatria occupa senza dubbio un posto di primo piano Il culto della rete, cui verrà dedicato l’incontro di Venerdì 21 Ottobre. Ad affrontare l’argomento sarà Franco La Cecla, antropologo con un’attività accademica di profilo internazionale. Internet ha rivoluzionato il nostro modo di vivere, producendo una trasformazione profonda nelle relazioni sociali. I rapporti interpersonali sono sempre più di frequente mediati dalla rete. Basti pensare alla rilevanza assunta dai social network. Assistiamo così ad un progressivo sostituirsi della realtà virtuale al mondo reale. Internet diventa allora l’artefice di un universo parallelo. Ma a quali conseguenze andiamo incontro? Il rischio è che ci si fissi con lo sguardo sul monitor di un computer e non ci si accorga di ciò che ci sta intorno; che, a dispetto delle innumerevoli relazioni intrattenute attraverso la rete, si perda il contatto umano e ci si isoli dagli altri, confondendo la propria esistenza con il suo surrogato virtuale.

 

Venerdì 4 novembre toccherà ad Umberto Galimberti prendere la parola per mettere in discussione una credenza assai radicata nel presente: Il mito della crescita economica. Comunemente considerata una verità metastorica, il noto filosofo mostrerà come la crescita economica costituisca al contrario una costruzione ideologica funzionale al perpetuarsi del sistema capitalistico. Un idolo, dunque, dal cui culto ci si può e, anzi, ci si deve affrancare, pensando ad una diversa organizzazione sociale capace di restituire dignità all’uomo, oggi ridotto a mero produttore e consumatore di merci, appendice di un ingranaggio tecnico-economico l’unico scopo del quale è la crescita infinita della produzione di mezzi.

 

Il rapporto tra Denaro e potere, sarà invece oggetto della conferenza che il giornalista economico Carlo Clericetti terrà Venerdì 11 novembre. L'incontro sarà l'analisi di come le diverse teorie economiche non siano neutrali rispetto alle scelte etiche e ai modelli di società che si vogliono perseguire e di come l'economia abbia preteso di trasformarsi da scienza sociale, quale invitabilmente rimane, in una scienza simile alla fisica o alla chimica, le cui leggi non sono opinabili e devono dunque prevalere lasciando alle scelte politiche poca o nessuna dicrezionalità. In questo modo l'economia diventa un idolo e i sacrifici che dovesse richiedere non possono essere messi in discussine

 

Venerdì 18 Novembre si parlerà invece di Superstizioni, relatore il filosofo Carlo Sini. Correntemente per superstizioni s’intendono credenze di natura irrazionale dettate dall’ignoranza, ma esiste una forma di superstizione tipica anche del sapere. Essa in particolare si manifesta quando la scienza scambia le sue teorie per verità assolute, assumendo come referente una supposta realtà oggettiva di cui ritiene di poter fornire una spiegazione esaustiva. Tale è però, per Sini, una visione ideologica, un idolo appunto. Gran parte delle opinioni diffuse sui saperi scientifici sono tuttavia di simile genere e costituiscono una delle più potenti superstizioni del nostro tempo. Al contrario, sostiene filosofo, si deve pensare alla scienza partendo dal nesso inscindibile che lega le sue acquisizioni alle pratiche che le hanno prodotte, consapevoli del fatto che non si danno mai certezze incontrovertibili.

 

Globalizzatevi! È questo l’imperativo cui verrà dedicato l’appuntamento di chiusura della rassegna, nel quale si rifletterà sul mondialismo e le sue false promesse. All’incontro, che si terrà Venerdì 25 Novembre, interverrà il giovane ma già affermato filosofo Diego Fusaro, più volte ospite nel recente passato della kermesse misanese. La globalizzazione, osserva Fusaro, viene celebrata dai suoi apologeti come la pacifica realizzazione di un ordine planetario latore di diritti e libertà per tutti. Ma, ad uno sguardo scevro da condizionamenti ideologici, essa si rivela in realtà essere un’imposizione coatta del culto del mercato all’intera umanità, mercato che fa dell’uomo stesso una merce, pura quantità calcolabile. A differenza di quel che promette, dunque, la globalizzazione nega il pluralismo ed annichila le diversità, obbligando i popoli ad uniformarsi al modello unico rappresentato dal capitalismo; analogamente, impedisce la libera realizzazione dell’individuo, relegandone l’esistenza alla sola ed omologante dimensione della produzione e dello scambio

 

 

 Gli incontri si terranno presso il Cinema-Teatro Astra di Misano Adriatico, via d'Annunzio 20 (vedi su Google Maps) con inizio alle ore 21,00.

Ingresso libero sino ad esaurimento posti, non è prevista prenotazione

Info: 0541.618484

mail: biblioteca@comune.misano-adriatico.rn.it

 

Sul canale MISANO TV saranno disponibili le registrazioni


Alleghiamo inoltre il programma delle serate in cui sarà possibile rivedere le registrazioni su ICARO TV (canale 91 del digitale terrestre)